Un giovane nativo di Lugo di Romagna, Francesco Baracca, trasferitosi già da qualche tempo a Firenze per compiere gli studi liceali, visita l’Esposizione Universale e invia una cartolina alla madre […]:

“[…] a Milano, dove vi è un movimento che nessuno può figurarsi, passiamo delle giornate d’oro fra mille e mille divertimenti. Sono stato tre giorni all’esposizione dove ho visitato minutamente gran parte di essa e dove ho veduto cose meravigliose che ti racconterò poi nella quiete di San Potito. Giovedì vidi l’ascensione di sette palloni, interessante e divertente. Ieri cominciai a visitare Milano; fui sulla guglia più alta del Duomo (110 m) dove vidi un panorama magnifico […]”.

Compare un cenno ai palloni aerostatici (e alla vista magnifica che si gode dall’alto): si tratta ancora di una novità, sottolineata però senza troppa enfasi, dato che oramai il dominio dell’aria, dopo la consacrazione ad opera dei fratelli Wright avvenuta tre anni prima, inizia gradualmente ad essere percepito al pari di un fatto culturalmente acquisito.

 

Maria Luisa Suprani Querzoli, Ritratto di Francesco Baracca, Bookness, 2023, pp. 20 – 21, 26.

 

 

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